A Bari (ri)torna a splendere il Teatro Niccolò Piccinni distrutto dalle fiamme
Teatro

A Bari (ri)torna a splendere il Teatro Niccolò Piccinni distrutto dalle fiamme

Una gioia per la città di Bari che ha festeggiato per due giorni la conclusione di un restauro travagliato durato nove anni

Il teatro ha da sempre rappresentato una scena aperta alle influenze del mondo e in una città ricca di teatri come Bari diventa il simbolo di un Sud che vive. Il teatro comunale Niccolò Piccinni è il più antico della città. A causa dell’incendio che nel 1991 distrusse il Petruzzelli è stato per quasi un ventennio la sala più importante del capoluogo, per quanto riguarda la capienza e per tradizione. Inoltre è il quarto teatro all’italiana della regione dopo lo stesso Petruzzelli, il Politeama Greco di Lecce e il Verdi di San Severo.

Inaugurato nel 1854, fu intitolato al musicista barese Niccolò Piccinni dopo che la regina Maria Teresa d’Asburgo, moglie di Ferdinando II delle Due Sicilie, negò il suo nome. Conta 775 posti a sedere, dei quali 290 in platea, e 485 tra i tre ordini di palchi e il loggione. La sua attività si è fermata bruscamente per nove anni per lunghi e meticolosi lavori di restauro e adeguamento alle normative sulla sicurezza e per problemi di natura burocratica.

Il 5 dicembre la riapertura con una serie di concerti sinfonici e jazz e di spettacoli di prosa che si sono susseguiti dalle ore 18 alle ore 23 del giorno successivo. Il 6 dicembre è infatti una ricorrenza importante per la cittadinanza e la cultura popolare perché si celebra la festa di San Nicola, patrono  della città. Una maratona culturale che il Comune di Bari ha voluto donare ai cittadini, dando loro la possibilità di prendere parte gratuitamente a questi eventi. 

Due giorni di festa e ben 30 flash mob di attori e danzatori per coronare un momento di grande coesione, di appartenenza e di orgoglio cittadino.  L’organizzazione è stata curata dalla regista Licia Lanera coinvolgendo gli spazi all’interno e all’esterno del teatro. Una dedica alla città ma soprattutto un coinvolgimento dei baresi che ne sono stati protagonisti anche in senso artistico. In occasione della riapertura, in uno dei salottini a corredo del foyer del Piccinni, è stata installata una teca contenente un negativo su lastra di vetro della Ditta Fratelli Antonelli che ritrae l’interno del teatro risalente al 1903.

La nuova sfida del teatro riguarda il pubblico, per età e tipologia. Bisogna rappresentarne con emozione l’identità e alimentarne il sentimento di condivisione e di comunità. Perché una città può salvarsi dall’indifferenza dilagante anche grazie al suo teatro.

 

 

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