La villa di Alberto Sordi: museo di ricordi vivi
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La villa di Alberto Sordi: museo di ricordi vivi

Si aprono i cancelli della villa di Alberto Sordi per un'esposizione multimediale inedita tra ricordi intimi dell'attore

La Fondazione Museo Alberto Sordi e la giunta Raggi promuovono, per il centenario della nascita dell’attore romano, l’apertura al pubblico della sua residenza. La mostra si terrà in alcune stanze della villa e avrà un percorso multimediale dove, nel piazzale antistante, saranno proiettati vari film di Alberto Sordi. È nota la grande storia d’amore di Alberto Sordi con la sua natia Roma. Ma c’è un altro rapporto, forse meno noto, che Sordi ha vissuto in modo altrettanto profondo: il rapporto con la casa. La sua villa è sempre stata inviolabile, quasi come una fortezza, accessibile solo a pochi privilegiati  a due passi dalle Terme di Caracalla. Aprirà al pubblico per la prima volta il 16 settembre, in occasione di una mostra a cura di Alessandro Nicosia che celebra il centenario della nascita di Sordi. Una volta terminata la mostra (31 gennaio), sarà trasformata in un museo.

In questa esposizione risalteranno non solo le attività artistiche dell’attore che in 60 anni di carriera è stato giornalista, regista, attore, compositore, musicista e doppiatore ma anche vari aspetti caratteriali sia nella sua vita privata che in quella pubblica e saranno accompagnate da testimonianze, film e oggetti.

Alberto Sordi è stato fondamentale nel diffondere la tradizione culturale romana più pura e genuina. Albertone, morto nel 2003. Ad esempio, “amore per le cose belle e per l’antiquariato, se non avesse iniziato come attore avrebbe voluto fare l’antiquario”, rivela la co-curatrice Gloria Satta, con Vincenzo Mollica, della mostra e curatrice del libro. La casa, infatti, diventa lo specchio della sua passione. Il libro ricostruisce stanza per stanza la storia della villa: si “cammina” in un vero teatro, nel salone di un parrucchiere, in una modesta camera da letto in stile ottocentesco. C’è uno sguardo approfondito a tutti i piccoli tesori che custodisce. Gli esempi includono opere di Giorgio de Chirico (Trovatore, Ettore e Andromaca e Cavalieri nel paesaggio), alcuni dipinti, sculture e opere d’arte di antichi maestri come il paesaggista Claude-Joseph Vernet, un orologio appartenuto a Luigi XV  e un pezzo disegnato dallo stesso Sordi : una lampada fatta con un basso tuba.

Una casa che sembra avere due vite: Alberto abitava con le sue due sorelle, Aurelia e Savina. Savina è venuta a mancare nel 1972, e in segno di lutto la villa, fino ad allora crocevia mondiale nel mondo del cinema, da quel momento si è ammutolita, lasciando spazio al silenzio. Era un personaggio pubblico preminente e non scappava dalla folla, ma da quel momento in poi divenne un luogo di assoluta privacy dove nessuno aveva accesso: solo la famiglia e un pugno di amici intimi.

 

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