“La Dea Fortuna”: misura, maturità e verità nel nuovo film di Ferzan Ozpetek
Cinema

“La Dea Fortuna”: misura, maturità e verità nel nuovo film di Ferzan Ozpetek

Il film del regista turco, in uscita il 19 dicembre, segna il ritorno alla sua città di adozione e si muove all'interno dei misteri e dei tormenti dell'animo umano

Le trame non banali di Ferzan Ozpetek sanno far vibrare le corde in modo del tutto singolare. Ci sono concetti, convincimenti e considerazioni che scaturiscono da quella sensazione di disorientamento del pubblico attento e sensibile al buon cinema.

E c’è chi pensa che il cinema debba interferire e debba quasi disturbare, raccontando una condizione interna e profonda in una sintesi tra il crollo e l’equilibrio. Avviene proprio questo con le sue visioni innovatrici, con gli scorci coraggiosi che solo i sentimenti sono in grado di costruire nelle panoramiche umane che il regista abitualmente ci offre.

E’ arrivato nelle sale cinematografiche il nuovo film “La Dea Fortuna” che vede tra i protagonisti Stefano Accorsi, Edoardo Leo, Jasmine Trinca, Edoardo Brandi e Sara Ciocca. La storia ruota intorno ad una coppia apparentemente stabile: quella formata da Alessandro, affascinante idraulico che riesce ad attirare le simpatie di tutti e si abbandona volentieri ai piaceri, e da Arturo, traduttore insoddisfatto ed irruente che soffre della mancata intesa con il partner sfuggente.

La monotonia delle loro vite viene interrotta da Annamaria, ex compagna di Alessandro, e dai suoi due figli che sono nati da padri diversi. Annamaria infatti, per affrontare dei problemi di salute, affida i figli alla coppia di amici che si ritrovano faccia a faccia con una nuova forma di responsabilità, con tutte le sue difficoltà.

Il film è stato girato in gran parte a Roma ma anche in Sicilia e, in particolare, a Bagheria. Il titolo fa riferimento al Santuario della Fortuna Primigenia che si trova a Roma, dove lavora il personaggio interpretato da Jasmine Trinca. E’ un viaggio tra le sfumature e il cuore, in cui si litiga e nel contempo ci si parla con gli occhi.

Come sempre c’è un grande flusso vitale che accomuna l’essere umano nel sorriso, nel timore e nell’emozione, in un racconto dal sapore dolce e amaro. I personaggi vengono travolti da una svolta insperata che rende irragionevole, istintivo e magico il mondo di chi ha perduto il senso dell’amore.

 

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