Raccontare l’empatia: “Zerocalcare scavare fossati – nutrire coccodrilli” allo ZAC di Palermo
Particolare della mostra (foto di Mohamed Maalel)Arte

Raccontare l’empatia: “Zerocalcare scavare fossati – nutrire coccodrilli” allo ZAC di Palermo

Zerocalcare racconta e si lascia raccontare nella mostra "Zerocalcare scavare fossati – nutrire coccodrilli", in programma fino a domenica 12 gennaio allo ZAC di Palermo

Una mostra interamente dedicata alla politica inclusiva, per promuovere l’empatia tra persone: Zerocalcare racconta e si lascia raccontare nella mostra “Zerocalcare scavare fossati – nutrire coccodrilli”, in programma fino a domenica 12 gennaio negli spazi di ZAC a Palermo. Poster, tavole originali e copertine ripercorrono tutto il lavoro di Zerocalcare, nome d’arte di Michele Rech, in una mostra omaggio alla diversità e alla convivenza.

Il titolo dell’esposizione – ideata da Silvia Barbagallo – nasce da una suggestione biografica dell’autore e da una riflessione di stringente attualità sul momento storico che viviamo: da una parte i coccodrilli e i fossati sono la metafora di una condizione interiore all’artista, dall’altra rappresentano l’avanzare dei timori originari dell’uomo legati all’invasione e alla paura dell’altro, le barriere alzate per la salvaguardia del proprio territorio. Nella mostra ci troviamo a riflettere sulle condizioni storiche e sociali in cui viviamo.

L’artista, forse in maniera un po’ cruda ma certamente diretta, sottolinea un inesorabile avanzare dei timori che nascono con l’uomo e che sono legati all’invasione e alla paura dell’altro. Alla base della mostra un quesito: alzare le barriere per salvaguardare il proprio territorio è davvero la soluzione? Zerocalcare offre una doppia chiave di lettura con un regalo in esclusiva per la città di Palermo: un’installazione site-specific dal titolo “Stessa barca” disegnata dall’artista in esclusiva per gli spazi di ZAC.

In questo spazio aggrovigliato da espressioni, posizioni, storie e gente, l’artista riassume visivamente il tema della convivenza attraverso i personaggi che da sempre abitano il suo immaginario, come Lady Cocca, Katia, il Cinghiale e Yoda.

«In antitesi al monito lanciato da Zerocalcare – racconta il sindaco Leoluca Orlando – ed evocato nel titolo della mostra, Palermo è certamente una città che, in questi anni, ha fortemente affermato i valori dell’accoglienza e dello stare insieme, sulla scorta del motto: “Io sono persona. Noi siamo comunità”. Un motto che si traduce in un impegno concreto a promuovere un nuovo umanesimo alternativo agli egoismi di “Io sono individuo” ed alla soffocante appartenenza di “Noi siamo gruppo”».

Un regalo che diventa affresco di diversità per una Palermo che diventa sempre più aperta, inclusiva, multiculturale, dove sradicare le differenze e unire le persone verso una comune collettività. La mostra è realizzata in collaborazione con Silvia Barbagallo e Minimondi Eventi.

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